Andiamo a teatro

Eccoci pronti per andare a TEATRO!

Che emozione!!!

Ed eccoci davanti all’ingresso…ma dovremmo attendere davanti alla cassa?!

Mentre attendiamo meglio fare una piccola e veloce merenda

e poi eccoci all’interno di questo meraviglioso edificio.

 

(immagini tratta da http://www.centroteatralebresciano.it/chi-siamo/teatro-sociale)

Appena entrati, veniamo accolti dalle “maschere”  e dopo averci fatto sedere sulle scale

 con altre scolaresche, ecco un primo momento di storia

Nel 1817 Francesco Luigi Guillaume si stabilisce a Brescia. Nel 1828 costruisce un anfiteatro in legno per un “circo” con esercizi equestri e spettacoli di giocolieri. Dopo alcune modifiche / demolizioni, nel 1873 viene sostituita da un più ampio e dignitoso teatro in legno e muratura, con quattro ordini di palchi più il loggione. Al suo interno si svolgevano opere, commedie, spettacoli equestri. L’0attività del teatro prosegue fino al 1905, quando viene chiuso per motivi di sicurezza a causa della precaria staticità della struttura. L’edificio viene quindi acquistato dal conte Antonio Valotti che fonda una società per la sua ricostruzione: il nuovo teatro denominato Sociale è una struttura in cemento armato. Nel 1954 viene bandito un concorso per la ristrutturazione del teatro, ma i lavori effettivi vengono avviati solamente alla fine del secolo, dopo più di vent’anni di abbandono e degrado. Il teatro Sociale viene riaperto al pubblico il 24 gennaio 2000 e da allora funziona regolarmente, presentando soprattutto stagioni di prosa e concerti di musica leggera o da camera. La gestione del Teatro Sociale è affidata al Teatro Stabile di Brescia per iniziativa del Comune di Brescia e della Provincia di Brescia e grazie ad un gruppo teatrale offre diversi appuntamenti con lo scopo di diffondere la cultura teatrale sul territorio”.

Ma ritorniamo al nostro viaggio…ecco strani personaggi proprio strani ma divertenti.

Che ci accompagnano all’interno del teatro dove ci attendono altri misteriosi personaggi. Peccato che da ora il nostro viaggio prosegue senza possibilità di riprese e/o fotografie.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma nessun problema ci pensano i “PicassoVan Gogh” delle classi quarte

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